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CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE
ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI

Negli ultimi 30 anni sono apparse in Italia e all'estero diverse "Carte dei diritti del bambino/minore in ospedale", con l'intento di far conoscere a medici e utenti i principi contenuti nella "Convenzione sui diritti del o dell'infanzia e adolescenza" delle Nazioni Unite (UNCRC Convention on the Rights of the Child, 1989). Purtroppo queste Carte, almeno in Italia, non hanno avuto tra il grande pubblico la diffusione che avrebbero meritato, mancando così l'obiettivo principale: informare soprattutto gli utenti (i piccoli/giovani pazienti e le loro famiglie) sui loro diritti in ambito sanitario.

All'inizio l'ambito sanitario era semplicemente l'ospedale, ed è a questa struttura che le Carte preesistenti facevano riferimento pressoché esclusivo; ma con l'evolversi dell'assistenza sanitaria si è reso necessario considerare ed includere anche le varie strutture sul territorio dedicate alla salute: ambulatori, assistenza domiciliare, centri diurni per disabili ecc.

L'Istituto Nazionale per i Diritti dei Minori ? INDiMi ? si è allora proposto di redigere non l'ennesima Carta che riassumesse i punti salienti per una degenza davvero a misura di bambino/adolescente (ad esempio: presenza di un genitore in ospedale, ricovero solo in reparti pediatrici, possibilità di gioco e studio con personale dedicato, corretta ed esauriente comunicazione medico-paziente, ecc.), ma un Codice che fosse intanto diretto a tutte le strutture sanitarie, e nel quale poi i singoli punti venissero approfonditi e presentati in una forma chiara ed esauriente, facilmente comprensibile anche per i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie.

Al Codice è stato dato il titolo di "Codice del Diritto del Minore alla Salute e ai Servizi Sanitari", utilizzando il termine "minore", anziché quelli di "bambino e adolescente", sia perché questo termine è più consono alla denominazione stessa di INDiMi, che lo ha promosso e fortemente sostenuto a partire dal suo Presidente, il Prof. Luigi Citarella, recentemente scomparso, sia perché quel termine ha un'accezione più aderente al termine inglese e aiuta a sottolineare come, nelle intenzioni del Gruppo di Lavoro, esso debba applicarsi a qualunque persona che non abbia ancora raggiunto l'età legale, ovvero, appunto, un "minore".

È vero, il Codice non è "fresco di stampa" (è stato presentato ufficialmente al Ministero della Salute il 6 febbraio 2012), ma neppure la Convenzione lo è, e sappiamo bene quanto resta ancora da fare per la sua implementazione, soprattutto in Italia!

In molti Paesi ? non solo europei -  la Convenzione e documenti ad essa ispirati sono diffusi e applicati da parecchi anni, con soddisfazione degli operatori sanitari e degli utenti, e molto frequentemente un numero sempre crescente di bambini e adolescenti viene coinvolto, non solo in ospedale ma addirittura nelle scuole (soprattutto le elementari)  nella discussione ed elaborazione dell'elenco dei loro diritti e delle loro esigenze riguardo alla salute. In questo modo li si informa ed educa a una partecipazione attiva a conoscere i loro diritti e a farli conoscere anche ai propri familiari. Da tutto questo purtroppo l'Italia è ancora lontana, ed è proprio uno sforzo in questa direzione che ci spinge, noi del Gruppo di Lavoro che ha contribuito alla sua realizzazione, a riproporlo in differenti sedi, augurandoci che esso possa così iniziare a raggiungere quell'ampia diffusione che sin dall'inizio è stata auspicata ma ancora non raggiunta.

Il Codice INDiMi è semplice, di facile comprensione per bambini e adulti, e potrebbe essere utilizzato anche nella scuola dell'obbligo per raggiungere capillarmente i diretti interessati al rispetto  della Convenzione, in un ambito che li interessa direttamente: infatti secondo statistiche aggiornate ben il 50% dei bambini va in ospedale almeno una volta prima dei 14 anni, ed è quindi opportuno, anzi indispensabile che sia loro che le famiglie conoscano i loro diritti e siano in grado di chiedere  che vengano rispettati!