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PROGETTO "SCUOLA IN OSPEDALE"

 

Presso l'U.O. di Emato-oncologia dell'I.R.C.S.S. Burlo Garofolo è attivo fin dal 1989 il progetto "Scuola in Ospedale". Tale progetto è stato riconfermato nel 2000 attraverso una convenzione tra il Provveditorato agli Studi di Trieste, l'I.R.C.S.S. Burlo Garofolo, il 2° Circolo Didattico di Trieste (Scuola Polo regionale per il progetto) e il Comune di Trieste.

 

In reparto operano tre insegnanti (la dr.ssa Luisa Fossi, per le elementari e le prof.sse Pilla e De Colle per le materie letterarie e scientifiche per le scuole medie e superiori) alle quali si sono recentemente aggiunti il prof. Costanzo Tortorelli per l'Educazione Musicale, il prof. Valerio Morano id Educazione Artistica e la prof.ssa Laura Pazzano di Inglese. In collaborazione con l'equipe medica, si occupano degli aspetti pedagogici, psicologici e didattici dei bambini ricoverati, attraverso un'attività educativo-didattica ; il fine di tale attività non è tanto quello di garantire un recupero scolastico, bensì di offrire ai bambini e alle loro famiglie un punto di riferimento continuo e costante che dia la loro possibilità, mediando tra realtà esterna (limitata dalla malattia) e vita in ospedale, di sopportare meglio il periodo di degenza e favorire successivamente un più facile ritorno alla vita normale. Le diverse attività che variano a seconda dell'età dei bambini e dello stato di avanzamento delle terapie, sono proposte sfruttando un approccio ludico. Il gioco infatti permette al bambino di trovare uno spazio emozionale e mentale per affrontare con minori difficoltà la nuova situazione che è costretto a vivere.

 

All'interno del progetto "Scuola in Ospedale" è inserito anche l'aspetto specifico dell'istruzione domiciliare che viene attuato dalle singole scuole di appartenenza dei bambini in collaborazione con il 2° Circolo Didattico di Trieste (anche in riferimento all'eventuale uso di pc portatili).

 

"Partiamo dalla considerazione che la scuola è uno dei momenti della vita mormale di tutti i bambini e che quindi può diventare un momento stabilizzante nella vita di un bambino che si trova a vivere una malattia grave. Forse non sempre egli riuscirà a fare quello che fanno i compagni, ma è importante che non perda il suo senso di appartenenza al gruppo-classe dove lavora, gioca e può essere creativo." Da un'articolo apparso sul Notiziario AGMEN nel 1987.

 

Dopo 15 anni, nel 2003, al convegno promosso dall'AGMEN  a Udine sul rapporto tra il bambino oncologico e la scuola, il dott. Jankovic, pur osservando che i nuovi protocolli non prevedono più i ricoveri lunghi per i bambini, ha ribadito che "questo servizio in Ospedale è ancora utile perché "mantiene" la fondamentale funzione di dare al bambino in terapia l'impressione di quotidianità."


E così si attua quel concetto di "alleanza terapeutica" che è poi una delle finalità che l'Associazione si propone: "alleanza terapeutica", quel convogliare le energie di molte diverse professionalità verso il fine comune del benessere del bambino e della sua guarigione.